Ing. Carlo Riva

Ing. Carlo Riva

Carlo Riva nasce a Sarnico il 24 febbraio 1922.

E’ figlio d’arte: il bisnonno Pietro è un maestro d’ascia comacino, mestiere che passa al nonno Ernesto, migrato nel 1842 a Sarnico, e successivamente al padre Serafino, grande appassionato di motonautica.

Negli Anni ’20 e ’30 gli entrobordo e i fuoribordo Riva scrivono pagine gloriose. Nel 1931 Serafino Riva si classifica 1° assoluto nella 3a edizione della Pavia-Venezia alla media di km 51,660. Campioni e marchio sono sempre sulle copertine sportive della stampa di tutto il mondo.

E’ il 1950 quando il timone del cantiere passa dal padre Serafino nelle mani di Carlo Riva. Il 3 ottobre 1954 viene inaugurato il nuovo grande cantiere, quello che ancor oggi reca i segni dell’ inconfondibile stile di Carlo Riva e la firma della sua razionale organizzazione degli spazi, funzionale al lavoro in serie su base artigianale.

Qui sono nate le 4.098 mitiche barche in mogano che hanno soppiantato un marchio prestigioso come quello della Chris-Craft. D’ora in avanti il nuovo “must” sarà RIVA.

Anticipando i bisogni degli armatori Riva, a distanza di pochi anni l’uno dall’altro, nascono 42 Riva Boat Service per l’assistenza tecnica e la vendita.

Partendo dalla R.A.M. di Sarnico nel 1957, fino alla Monaco Boat Service di Montecarlo e così via in tutta la Costa Azzurra e in tante parti dell’Italia e del mondo.

In parallelo, Carlo Riva, investe in immagine e pubblicità con cataloghi di cui cura personalmente ogni dettaglio perché Riva vuol dire classe, stile di vita, e tutto deve essere al top. Scomoda il grande fotografo Federico Patellani con il quale cura la stampa del raffinato ed esclusivo catalogo RIVA del 1956.

Il Cantiere Riva partecipa a fiere e saloni nautici in Italia, in Europa e in America. Nel ‘52 espone in un salone automobilistico di Milano nella centralissima via Durini, nel ‘59 partecipa al Boat Show di Miami, nel ‘64 apre un salone Riva nel Rockfeller Centre di Manhattan. Il sindaco di New York gli consegna come onoreficenza le “chiavi” della città. La stampa chiama i motoscafi Riva “Italian Stradivari”.

Il due volte “pioniere della nautica” investe nella ricerca di materiali innovativi, come il compensato marino, un’invenzione che cambiò il modo di costruire barche da diporto. Dalle cromature alle vernici, alla tappezzeria, ai motori, alle viti, agli strumenti di bordo, tutto è frutto di meticolosa ricerca e innovazione per ottenere il massimo di qualità, durata e sicurezza.

Ma il “pioniere della nautica” investe nella ricerca di materiali innovativi, come il compensato marino, un’invenzione tecnologica che cambiò la storia delle costruzioni navali da diporto, grazie alla collaborazione di Remo Lodi, un grande tecnico dell’Incisa di Lissone.

Alla fine degli Anni 60’ nascono i primi 2 modelli in vetroresina, il 20’ Bahiamar e il 25’ Sport Fisherman, 50 imbarcazioni realizzate e vendute in meno di due anni. Il desiderio di tagliare nuovi traguardi, spinge Carlo Riva agli inizi degli anni Sessanta (1961-1964) a misurarsi anche nella costruzione di grandi yacht dislocanti in acciaio, in grado di affrontare le insidie del mare aperto. In collaborazione con il grande cantiere nautico olandese “de Vries Bros – Shipyards” di Aalsmeer costruisce, 7 leggendari Caravelle.

Nel 1970, trasferisce la costruzione dei grandi yacht in acciaio ad Ancona presso i Cantieri C.R.N. In seguito fonda la “Carlo Riva Yachting Corporation” che realizza la serie Marco Polo e Vespucci, in totale 8 esemplari in acciaio da 24 a 30 mt.

Il nome Riva, divenuto leggenda e sinonimo di perfezione e bellezza, sale nell’Olimpo dell’eccellenza della nautica mondiale, fa innamorare di sé divi, principesse, re e sovrani, intere generazioni di appassionati del mare.

Il mito Riva è nato così. Erano gli anni del divismo e del sogno hollywoodiano, delle star del cinema con i grandi occhiali, i foulard in testa e gli amori appassionati e fragili, gli anni delle principesse e dei sovrani, dei politici che conquistavano le copertine dei rotocalchi per le loro passioni estive. La vita di Carlo Riva fu paragonata, a ragione, alla parabola umana e professionale di Enzo Ferrari e le sue barche alle fiammanti rosse di Maranello. Fu con lui che gli scafi Riva diventarono una leggenda, un’icona del successo come lo erano gli attori, i grandi industriali e i personaggi politici e del jet set che ne accarezzavano il legno, la tappezzeria e ne godevano la velocità.

La vita di Carlo Riva è stata densa di riconoscimenti e di successi: una laurea “HONORIS CAUSA” in ingegneria, “PIONIERE DELLA NAUTICA” nel 1988 e nel 2003, “PERSONNALITÉ DE LA MER” nel 2005, riconoscimento ricevuto dalle mani del principe S.A.S. Alberto II di Monaco. Il nome di Carlo Riva troneggia nella hall dello YACHT CLUB di MONACO, il più esclusivo del mondo, tra i grandi del mare, tra cui il mitico navigatore Tabarly e re Juan Carlos di Borbone.

Moltissimi, in questi ultimi anni, gli articoli e le pubblicazioni a lui dedicati in tutto il mondo e innumerevoli i reportage televisivi, da Rai5 alla TV giapponese al National Geographic.

La sua storia, così emblematica dell’imprenditoria italiana, è stata oggetto di tesi e di studi universitari, dalla Sorbona alla Bocconi.

Nel 1971, seguendo l’esempio del Porto di Cannes di Pierre Canto, Carlo Riva si entusiasmò all’idea di dare ai propri clienti anche un “Marina” nello stile Riva. Dopo numerosi ostacoli burocratici, il 26 Luglio 1975, felicemente si inaugura il nuovo marina.

Il Porto Carlo Riva, il primo approdo turistico privato mai costruito in Italia, è da allora considerato il più prestigioso del Mediterraneo.

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